Le Manoir

Dimora privata per i vostri eventi, alle porte di Ginevra

Ai piedi del Salève, una casa di famiglia.

Per generazioni ha accolto soltanto i suoi.

Oggi apre le porte a voi.

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Cinque scelte, e il Manoir si trasforma davanti ai vostri occhi.

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      Il Manoir, così com’è

      Le scene di questa pagina sono visualizzazioni d’atmosfera. Qui la dimora in fotografia, esattamente come la troverete durante la visita.

      Il viale di ghiaia tra il parco e la facciata dalle persiane azzurre
      Il viale e il parco
      La corte, il grande platano e la facciata ocra
      La corte
      L’ingresso del Manoir con la torretta rotonda e il glicine
      L’ingresso
      Il parco del Manoir con il Salève sullo sfondo
      Il parco e il Salève
      300
      invitati, tra saloni e parco
      Salève
      sullo sfondo, il Lemano all’orizzonte
      Ginevra
      aeroporto e centro città a pochi minuti
      Privato
      dimora di famiglia, riservata solo a voi

      Il modo migliore per immaginarlo è venire a vederlo.

      La famiglia vi accoglie per una visita privata della dimora. Venite con le vostre idee, ripartite con il vostro progetto.

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      E poi?

      1. Prenotate una visitacon l’evento che avete appena progettato.
      2. La famiglia risponde entro 48 orevia e-mail, per fissare l’appuntamento.
      3. Scoprite la dimorae ripartite con una proposta su misura.
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      Storia

      Cinque secoli di storia. Un luogo per la vostra.

      Ai piedi del Salève, a dieci minuti da Ginevra, una casaforte savoiarda le cui mura hanno conosciuto un notaio regio, un geografo fondatore e una dinastia di pittori.

      Si entra da una torretta del XVI secolo. Si esce con la sensazione di aver attraversato la storia di Ginevra e della Savoia. Oggi si apre una nuova pagina: quella degli eventi che sceglierete di viverci.

      Scopri la dimora
      La terrazza che domina il parco, con il Salève sullo sfondo
      1. XVI secolo Le origini

        Una casaforte nata nel Rinascimento

        La casa risale al XVI secolo. Compare già sulla mappa sarda del 1730, il grande catasto voluto dai duchi di Savoia, uno dei primi d’Europa.

        Di quell’epoca resta il suo nucleo più antico: la torretta e la sua scala a chiocciola, per secoli l’unico modo di salire ai piani. Percorrerla oggi significa ripetere il gesto di chi ha abitato qui per quasi cinquecento anni.

        Collonges era allora terra di confine, contesa tra Ginevra e la Savoia. Nel 1754 il trattato di Torino la assegna al regno di Sardegna. Da questa posizione è nata la Grande Ginevra di oggi, con la dimora nel suo cuore.

        L’ingresso del Manoir con la torretta rotonda e il glicine
      2. XVIII secolo Il tempo dei Berthollet

        La casa di un castellano

        Nel XVIII secolo la casa appartiene a Claude Berthollet, notaio regio e castellano di Collonges. La sua famiglia la restaura, la abita e la fa propria.

        Il salone Luigi XVI al primo piano risale a quegli anni. I suoi stucchi sul tema della musica sono opera dello scultore ginevrino Jean Jaquet, uno dei grandi decoratori del suo tempo. Sopra le porte, una « B » ricorda ancora la famiglia che li commissionò.

        La memoria familiare collega questo notaio al chimico Claude-Louis Berthollet, che accompagnò Bonaparte nella campagna d’Egitto. Il salone Impero, arredato in stile egittizzante, ne conserva l’eco.

        Il viale di ghiaia tra il parco e la facciata dalle persiane azzurre
      3. 1856 La trasformazione

        Una casa pensata per ricevere

        Nel 1856 Henri Bouthillier de Beaumont acquista la casaforte. Topografo e geografo, due anni dopo fonda la Società di geografia di Ginevra. Sposa Blanche de Budé, di una delle più antiche famiglie del patriziato ginevrino.

        Trasforma la casa: due ali la ampliano e una grande scala conduce ormai al primo piano. Una pianta del 1871 mostra un giardino alla francese davanti alla facciata.

        L’antica casaforte diventa una casa per ricevere, aperta sul Salève e su Ginevra.

        È proprio questa varietà di spazi a dare al Manoir il suo carattere di oggi. E invita a immaginare un evento in più tempi, con i suoi arrivi, le sue conversazioni e i suoi momenti di festa.

        La corte, il grande platano e la facciata ocra
      4. XIX secolo I pittori

        La casa di una dinastia di artisti

        Gabriel de Beaumont lascia il commercio per la pittura e fonda, senza saperlo, una dinastia di artisti. La sua famiglia dipingerà qui a Collonges il Salève, il lago di Ginevra e gli uccelli della montagna.

        Pauline, formata all’Académie Julian, espone all’Esposizione universale di Parigi del 1900. Gustave, amico di Ferdinand Hodler, firma gli affreschi del Grand Théâtre di Ginevra — e, più intimamente, gli angioletti che ancora oggi coronano le porte del salone rosa.

        Tra il 1935 e il 1950 l’incisore Maurice Achener soggiorna qui regolarmente e incide la casa e il suo parco.

        Il parco del Manoir con il Salève sullo sfondo
      Oggi Cinque generazioni

      Dal 1856 la casa non è mai stata venduta

      Si trasmette nella stessa famiglia da quasi centosettant’anni. Con il matrimonio di Hélène de Beaumont entra nella famiglia Patry, che la abita ancora oggi.

      Nei saloni i ritratti di Charles ed Esther Patry rispondono a quelli di Henri e Blanche. Ogni generazione ha aggiunto il proprio strato di memoria senza cancellare i precedenti.

      È questo a dare alla casa la sua atmosfera rara: un luogo davvero abitato, non una scenografia ricostruita.

      Ciò che vedranno i vostri ospiti

      Un matrimonio, un ricevimento privato, un incontro aziendale: ogni evento attraversa queste sale. I vostri ospiti non entrano in una sala per ricevimenti, ma in una casa di cinque secoli.

      • Il salone Impero

        Arredato in stile egittizzante, eco del viaggio di Berthollet con Bonaparte.

      • Il salone rosa

        Gli angioletti dipinti da Gustave de Beaumont coronano ancora le porte.

      • Il camino gotico

        Monumentale, nella sala da pranzo del primo piano. Lo storico Guillaume Fatio lo descriveva già nel 1899.

      • Il salone Luigi XVI

        I suoi stucchi musicali di Jean Jaquet si aprono su una terrazza e una scala esterna.

      • La torretta

        La scala a chiocciola del XVI secolo, che riporta il visitatore al primo giorno della casa.

      • Il parco

        Una terrazza domina il giardino alla francese; la fattoria ricorda il passato agricolo della proprietà.

      Venite a scoprire la casa

      Una visita permette di sentire l’atmosfera della dimora, di scoprirne gli spazi e di iniziare a immaginare il vostro evento.

      Raccontateci il vostro progetto. Vi accoglieremo per una visita privata e ci prenderemo il tempo di esplorarne insieme le possibilità.

      Venite a vedere il Manoir

      Ogni progetto comincia con una visita privata. Raccontateci che cosa immaginate, la famiglia vi mostrerà come la dimora può accoglierlo.

      1. Inviate la vostra richiesta
        con il vostro progetto, anche solo abbozzato.
      2. La famiglia risponde entro 48 ore
        via e-mail, per fissare la data della visita.
      3. Visitate la dimora
        e ripartite con una proposta su misura.

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      La famiglia risponde entro 48 ore.

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