Storia
Cinque secoli di storia. Un luogo per la vostra.
Ai piedi del Salève, a dieci minuti da Ginevra, una casaforte savoiarda le cui mura hanno conosciuto un notaio regio, un geografo fondatore e una dinastia di pittori.
Si entra da una torretta del XVI secolo. Si esce con la sensazione di aver attraversato la storia di Ginevra e della Savoia. Oggi si apre una nuova pagina: quella degli eventi che sceglierete di viverci.
Scopri la dimora
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XVI secolo Le origini
Una casaforte nata nel Rinascimento
La casa risale al XVI secolo. Compare già sulla mappa sarda del 1730, il grande catasto voluto dai duchi di Savoia, uno dei primi d’Europa.
Di quell’epoca resta il suo nucleo più antico: la torretta e la sua scala a chiocciola, per secoli l’unico modo di salire ai piani. Percorrerla oggi significa ripetere il gesto di chi ha abitato qui per quasi cinquecento anni.
Collonges era allora terra di confine, contesa tra Ginevra e la Savoia. Nel 1754 il trattato di Torino la assegna al regno di Sardegna. Da questa posizione è nata la Grande Ginevra di oggi, con la dimora nel suo cuore.
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XVIII secolo Il tempo dei Berthollet
La casa di un castellano
Nel XVIII secolo la casa appartiene a Claude Berthollet, notaio regio e castellano di Collonges. La sua famiglia la restaura, la abita e la fa propria.
Il salone Luigi XVI al primo piano risale a quegli anni. I suoi stucchi sul tema della musica sono opera dello scultore ginevrino Jean Jaquet, uno dei grandi decoratori del suo tempo. Sopra le porte, una « B » ricorda ancora la famiglia che li commissionò.
La memoria familiare collega questo notaio al chimico Claude-Louis Berthollet, che accompagnò Bonaparte nella campagna d’Egitto. Il salone Impero, arredato in stile egittizzante, ne conserva l’eco.
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1856 La trasformazione
Una casa pensata per ricevere
Nel 1856 Henri Bouthillier de Beaumont acquista la casaforte. Topografo e geografo, due anni dopo fonda la Società di geografia di Ginevra. Sposa Blanche de Budé, di una delle più antiche famiglie del patriziato ginevrino.
Trasforma la casa: due ali la ampliano e una grande scala conduce ormai al primo piano. Una pianta del 1871 mostra un giardino alla francese davanti alla facciata.
L’antica casaforte diventa una casa per ricevere, aperta sul Salève e su Ginevra.
È proprio questa varietà di spazi a dare al Manoir il suo carattere di oggi. E invita a immaginare un evento in più tempi, con i suoi arrivi, le sue conversazioni e i suoi momenti di festa.
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XIX secolo I pittori
La casa di una dinastia di artisti
Gabriel de Beaumont lascia il commercio per la pittura e fonda, senza saperlo, una dinastia di artisti. La sua famiglia dipingerà qui a Collonges il Salève, il lago di Ginevra e gli uccelli della montagna.
Pauline, formata all’Académie Julian, espone all’Esposizione universale di Parigi del 1900. Gustave, amico di Ferdinand Hodler, firma gli affreschi del Grand Théâtre di Ginevra — e, più intimamente, gli angioletti che ancora oggi coronano le porte del salone rosa.
Tra il 1935 e il 1950 l’incisore Maurice Achener soggiorna qui regolarmente e incide la casa e il suo parco.
Dal 1856 la casa non è mai stata venduta
Si trasmette nella stessa famiglia da quasi centosettant’anni. Con il matrimonio di Hélène de Beaumont entra nella famiglia Patry, che la abita ancora oggi.
Nei saloni i ritratti di Charles ed Esther Patry rispondono a quelli di Henri e Blanche. Ogni generazione ha aggiunto il proprio strato di memoria senza cancellare i precedenti.
È questo a dare alla casa la sua atmosfera rara: un luogo davvero abitato, non una scenografia ricostruita.
Ciò che vedranno i vostri ospiti
Un matrimonio, un ricevimento privato, un incontro aziendale: ogni evento attraversa queste sale. I vostri ospiti non entrano in una sala per ricevimenti, ma in una casa di cinque secoli.
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Il salone Impero
Arredato in stile egittizzante, eco del viaggio di Berthollet con Bonaparte.
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Il salone rosa
Gli angioletti dipinti da Gustave de Beaumont coronano ancora le porte.
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Il camino gotico
Monumentale, nella sala da pranzo del primo piano. Lo storico Guillaume Fatio lo descriveva già nel 1899.
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Il salone Luigi XVI
I suoi stucchi musicali di Jean Jaquet si aprono su una terrazza e una scala esterna.
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La torretta
La scala a chiocciola del XVI secolo, che riporta il visitatore al primo giorno della casa.
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Il parco
Una terrazza domina il giardino alla francese; la fattoria ricorda il passato agricolo della proprietà.
Venite a scoprire la casa
Una visita permette di sentire l’atmosfera della dimora, di scoprirne gli spazi e di iniziare a immaginare il vostro evento.
Raccontateci il vostro progetto. Vi accoglieremo per una visita privata e ci prenderemo il tempo di esplorarne insieme le possibilità.